Carrello 0

Haters e bestie

di:
Giuseppe Sansonna

Pallido, nervi a fior di pelle, squassato con la stessa violenza da fede e vizio. Occhi azzurro ghiaccio, tondi come la testa rasata, sempre pronti a spalancarsi alla gioia disperata, alla devozione o all’orrore, come una figura di Munch. È il folgorante protagonista di Corpus Christi, diretto nel 2019 dal polacco Jan Komasa, in uscita a ottobre sugli schermi italiani. A interpretarlo è Bartosz Bielenia, perfetto nel dare corpo e inquietudine a un ragazzo recluso…

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Ritratto dell’artista come giovane cane da rapina

di:
Giuseppe Sansonna

“Stop! La scena era perfetta. Ma ne giriamo un’altra lo stesso.Perché? Perché noi AMIAMO fare i film!”. È il mantra da set di Quentin Tarantino, urlato all’intera troupe con felicità da invasato. Dilatando gli occhi spiritati alla Gloria Swanson, come chi crede fino in fondo alla finzione in cui ha scelto di abitare.Girare una sequenza, per il regista di Knoxville, è come assolvere ad un rito, offrire il proprio tributo di celluloide alla macchina espansa…

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Martin Scorsese e il cinema

di:
Giuseppe Sansonna

Tutto comincia nel cuore di Little Italy, in Elizabeth Street, alla fine degli anni quaranta.  Sui sedici pollici di un RCA Victor, modello di televisore molto popolare, nell’America di quegli anni, scorrono ogni venerdì sera i capolavori del cinema italiano. Il rito settimanale vede riunirsi davanti al tubo catodico, collocato come un totem al centro di un due camere e cucina, una folta famiglia di origine siciliana. Il più rapito, nel pubblico domestico, è un…

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Perché ogni parola è menzogna, ogni gesto falsità

di:
Gabriele Tomasi

Il potere soggiogatore delle immagini e i suoi effetti nella società: spettacolarizzazione del dolore e rifiuto dell’identità in Persona di Bergman Dalla seconda metà del Novecento, la larga diffusione dei mass media ha mutato profondamente il sistema sociale in cui viviamo. Mediante il cinema e soprattutto la televisione, il potere delle immagini è cresciuto a dismisura. Uno dei primi intellettuali a parlare di spettacolarizzazione delle immagini è stato Guy Debord, fondatore del Situazionismo. «Tutta la…

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Woody Allen

di:
Giuseppe Sansonna

“Tutti, in fondo, conosciamo la stessa verità: si deve morire, un giorno. La nostra vita, in fondo, consiste in come scegliamo di distorcere questa verità”. A confessarlo a se stesso è un Woody Allen sessantenne, sul lettino dello psicanalista, zattera indispensabile per circumnavigare all’infinito l’amata Manhattan. È una dichiarazione di poetica secca, inserita a tradimento nel cuore di Deconstructing Harry, film del 1997. Harry a pezzi è l’efficace traduzione italiana del titolo, di un’opera rivelatrice…

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Lou Reed e il cinema

di:
Giuseppe Sansonna

Walk on the wild side, forse il brano più celebre di Lou Reed, si snoda sinuoso, come uno smisurato carrello cinematografico. Steso a lambire il versante più oscuro dei marciapiedi di New York, flautato nel microfono con suadenza di velluto, da imbonitore molto partecipe, dell’inferno seducente che promette. Elenca le superstar in cartellone, le regine della Factory, di una Hollywood parallela e rovesciata, orgogliosamente prostituita e strafatta. Una scintillante fabbrica di incubi rivelatori, caricature struggenti…

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L’urlo di Artaud terrorizza anche l’occidente

di:
Giuseppe Sansonna

Guizza sullo schermo, Bruce Lee. Il corpo minuto, scintillante di sudore, è percorso da muscoli che corrono sotto pelle, come serpenti. I passetti sono agili, da ballerino di cha cha cha che è stato, in una delle tante vite, compresse in un’esistenza fulminante. Nella scena madre de L’urlo di Chen terrorizza anche l’Occidente, sta danzando intorno ad uno scimmiesco Chuck Norris, all’esordio cinematografico. Lee saltella a guardia bassa, come l’adorato Mohammed Ali, a cui vuole…

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Lost in translation (Sofia Coppola) e Her (Spike Jonze)

di:
Flavia Massimi

“Bob e Charlotte costruiscono una parentesi spazio-temporale fondata sul senso di umanità in una dimensione sociale disumanizzante. Una topografia delle emozioni nel deserto del reale. Questa è antropologia cinematografica” (Matteo Bittanti)                                                          Lost in translation è un film ambientato nella chiassosa ed avanzatissima Tokyo, diretto da Sofia Coppola. La storia è incentrata sull’incontro tra un uomo e una donna. Da una parte la giovane Charlotte (Scarlett Johansson) che si trova in Giappone insieme al fidanzato per ragioni lavorative…

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Come e con chi Pablo diventò Picasso. Viaggio (quasi giallo) nella formazione di un genio

di:
GHISI GRÜTTER

In sala dal 6 all’8 maggio (per Nexo Digital), “Il giovane Picasso” del britannico Phil Grabsky che, come in un romanzo poliziesco, ci accompagna attraverso gli “indizi” artistici, ossia gli elementi che hanno influenzato la formazione di Pablo Ruiz y Picasso. Dalla sua Malaga, dove nasce, a Barcellona e poi Parigi, inseguendo il genio di uno dei più grandi pittori della storia… La formazione di un genio. È questo che racconta Phil Grabsky con Il giovane Picasso,…

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Metti un architetto al cinema. Il nuovo libro di Ghisi Grütter

di:
Renato Pallavicini

Oltre 150 film visti e commentati con occhio attento a spazi urbani, luoghi e architetture. È il terzo volume di “Al cinema con l’architetto” (Timia Edizioni) di Ghisi Grütter, architetto e professore associato presso il Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre. Nonché appassionata di cinema e collaboratrice di questa pagine web. Il libro sarà presentato sabato 6 aprile (ore 11) alla Casa del cinema di Roma, insieme alla stessa autrice, Giorgio Gosetti, Wilma Labate, Italo Moscati…

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The Cuban Hamlet. Storia di Tomas Milian

di:
Timia Edizioni

Quando lo osserviamo sorridere nei film o nelle foto di scena, che sul suo viso vi sia il ghigno ribelle di Cuchillo, la smorfia di Monnezza o di Nico Giraldi, il riso matto di Provvidenza, il ghigno terribile di Giulio Sacchi o dei mille altri personaggi che ha interpretato (a volte ben oltre il limite del semplice travestimento), abbiamo ormai la sensazione di conoscere bene Tomas Milian. Ci è sembrato che un’intervista su Nocturno, un articolo ben…

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L’evoluzione biologica di una lacrima (2)

di:
TIMIA EDIZIONI

A Stefania Rossi ho rivolto alcune domande. Com’è nato questo libro? Il libro nasce dal desiderio di ricordare e far conoscere a chi non ne ha avuto la possibilità, la storia di un artista, di un cinematografaro, di uomo del Novecento, un tentativo di offrire una visione d’insieme del lavoro e del pensiero di Alberto Grifi. Il libro si stratifica nel tempo proprio come i film di Alberto e si divide in due parti che rappresentano anche…

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L’evoluzione biologica di una lacrima (1)

di:
TIMIA EDIZIONI

Due libri sono usciti di recente sul cinema di Alberto Grifi (29.5.1938 – 22.4.2007), autore maiuscolo del nostro cinema sperimentale. Espressione che, sia pur corretta, è riduttiva perché la sua voluminosa opera contiene innovazioni di linguaggio che ne fanno un nome che va a iscriversi nella più vasta dizione di Cinema. Due libri, dicevo: una monografia di Annamaria Licciardello per le edizioni Falsopiano e L’evoluzione biologica di una lacrima Il cinema di Alberto Grifi pubblicato da Timía Edizioni. Questo libro,…

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Il nostro cinema quotidiano, da innocenti tendenziose

di:
Ghisi Grütter e Letizia Paolozzi

Il 27 novembre nel Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre è stato presentato il libro, AL CINEMA CON L’ARCHITETTO. VOLUME DUE, Timìa editrice, Roma 2017. Sono intervenuti alla presentazione Mario Panizza, Letizia Paolozzi, Franco Purini, autore di un saggio nel libro e Vieri Quilici, autore della postfazione. Un modo tendenzioso per conoscere, dalla parte del pubblico di Ghisi Grütter Questo è il secondo volume di Al cinema con l’architetto, pubblicato lo scorso anno, con la stessa…

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QUEL MISTERIOSO AMLETO CUBANO

di:
Timia Edizioni

Tratto dall’articolo di Italiana May-August 2017 | Number 3 – pagina 14. L’ISPANOROMANESCO DI TOMAS MILIAN AVEVA L’ANIMA DEL BELLI E LO SPIRITO DEL MONNEZZA Estratto dal libro di Giuseppe Sansonna The Cuban Hamlet, Timia Edizioni, 2017 Nei primi anni Sessanta Tomas Milian doveva ap­parire, e forse in parte lo era davvero, proprio come Toby Dammit, il bellissimo maudit dal passato cupo e misterioso protagonista dell’episodio felli­niano di Tre passi nel delirio, incline a “scommet­tere la…

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IL DESTINO DELLE IMMAGINI

di:
Alessandro Cappabianca

Ogni regista mediocre, oggi, è in grado di raccontare una storia, e di raccontarla magari bene, se ha un po’ di mestiere – solo che l’esercizio di raccontare bene sta perdendo progressivamente di senso, come se raccontare bene non fosse più tanto diverso dal raccontare male – o perlomeno, come se alcuni si rendessero conto (Malick è tra questi) che il cinema può (deve) essere altro – altro dal raccontare. Altro – ma cosa? Se…

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EJZENSTEJN E DISNEY – all’insegna dello scheletro danzante

di:
Alessandro Cappabianca

Grande ammiratore dell’arte di Walt Disney, Ejzenstjn giungeva ad averne “quasi paura”: paura d’una perfezione che presupponeva la possibilità di attingere ai segreti più gelosi delle trasformazioni naturali, proprio là dove la natura, in quanto protoplasma originario, è in grado di assumere qualunque forma e dunque incontra il mito, scatenandosi nella successione delle metamorfosi magiche. L’intuizione di Ejzenstejn però va oltre: “Gli animali, i pesci, gli uccelli di Disney hanno l’abitudine di allungarsi e di…

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