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Cronache di architettura Volume II

Le Cronache hanno inizio dieci anni dopo la Liberazione. Cominciano a comparire dal 1954 sul settimanale l’Espresso e verranno successivamente raccolte in 24 volumi a partire dal 1970, a cura di Bruno Zevi stesso. Questo è il riassunto che Zevi fa nel II volume:

«Io mi domando se vale la pena di girare tanto, quando poi quello che vediamo è sempre la stessa cosa, quello che vedemmo nell’infanzia. Io ho veduto come è fatto l’elefante; eppure quello che mi ricordo sempre sono le lucertole al sole d’estate, quando si incantano su una pietra che brucia, e qui sotto la bocca, sul collo biancastro, batte loro qualche cosa come una vena». Nel filtro poetico di Gente in Aspromonte di Corrado Alvaro si estingue il neorealismo nel campo letterario.

In Italia, spaccatura fra uno scenario politico anchilosato, espresso dai tripartiti centristi, e una prosperità economica priva di riflessi civili; decolla il neocapitalismo con la Fiat «500». Mentre la conferenza di Ginevra discute sulla sicurezza europea, sul disarmo e sulla riunificazione della Germania, nasce il patto di Varsavia. In Argentina, viene rovesciato Peròn. L’umanesimo scientifico perde Albert Einstein.

Escono Ragazzi di vita di Pier Paolo Pasolini e Lolita di Vladimir Nabokov. Si rappresenta Uno sguardo dal ponte di Arthur Miller. I films di James Dean segnano il costume generazionale di una «gioventù bruciata». Il cinema italiano produce Senso di Visconti e Le amiche di Antonioni.

Il panorama architettonico, bilanciato fra un razionalismo in declino e un movimento organico allo stato intenzionale, viene scosso dall’esplosivo grido informale di Le Corbusier a Ronchamp (n. 63). Emergono le personalità di Oscar Niemeyer (n. 50) e Arne Jacobsen (n. 51); in Italia, quelle di Adalberto Libera (n. 41), Giuseppe Samonà (n. 58) e Luigi Cosenza (n. 67).

10,00

Prodotto ID: 1684
ISBN: (pdf) 978-88-99855-17-8
Anno: 2019
Dimensioni: 12x19
Pagine: 250
Categoria:

Bruno Zevi nasce a Roma nel 1918. Frequenta il liceo «Tasso» e diventa amico fraterno di Mario Alicata e Paolo Alatri. Dopo la maturità si iscrive alla facoltà di architettura. A seguito delle leggi razziali, lascia l’Italia nel 1939 per recarsi prima a Londra e poi negli Stati Uniti. Qui si laurea presso la Graduate School of Design della Harvard University, diretta da Walter Gropius, e scopre Frank Lloyd Wright, della cui predicazione a favore di un’architettura organica rimarrà acceso sostenitore per tutta la vita. […]

(continua a leggere: www.fondazionebrunozevi.it/it/biografia-bruno-zevi/)