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Per Genova

Restaurare e reintegrare il Viadotto Morandi?

Il viadotto Morandi è una testimonianza straordinaria della “rivoluzione industriale italiana” e dell’eccellenza progettuale e tecnica italiana. È dunque davvero sorprendente che non sia stata nemmeno presa in considerazione l’ipotesi di rinforzare le strutture non interessate dal crollo – ovvero la gran parte del viadotto – mettendole in piena sicurezza e collegandole con un nuovo ponte in acciaio dalla forma chiaramente distinta. Un’ipotesi che appare l’unica davvero realizzabile in tempi stretti, senza sacrificare le case e gli insediamenti produttivi evacuati e ripristinando tempestivamente il sistema della mobilità genovese. Al contrario la demolizione totale dell’opera si presenta assai problematica sul terreno operativo, economico e culturale, frutto di una reazione “a caldo” che non tiene conto del fatto che l’infrastruttura genovese, lungi dall’essere “geneticamente sbagliata”, è vittima di mancate manutenzioni e insufficienti adeguamenti. Questo libro riporta i pareri di studiosi ed esperti sull’argomento.

Per avere una copia cartacea del libro, scrivete una e-mail a ordini@timiaedizioni.it

10,00

ID Prodotto: 1691
ISBN: 978-88-99855-19-2
Anno: 2018
Dimensioni: 13,5 x 19
Categoria:

L’In/Arch
L’Istituto fu fondato nell’ottobre del 1959 da un’idea di Bruno Zevi, architetto, storico e critico d’arte. Fin dalla fondazione dell’IN/ARCH Bruno Zevi aveva coinvolto tutte le figure interessate al processo di realizzazione dell’architettura, alla qualità dello spazio urbano e più in genere alla trasformazione dell’habitat.  L’obiettivo, fin dall’assemblea costituente, è sempre stato quello di “favorire la collaborazione tra forze economiche e culturali che partecipano al processo edilizio”. Nel 1959, Zevi parlava così della sua nuova creazione: l’IN/ARCH deve il luogo, il tavolo intorno al quale si incontrano le forze che producono l’architettura”. Vale a dire “industriali, banchieri, costruttori, ingegneri e architetti, fino ai critici d’arte e agli amanti dell’architettura”. Con il suo operato, l’IN/ARCH ha inciso in maniera profonda sugli orientamenti generali della politica edilizia italiana, organizzando convegni e seminari in collaborazione con ministeri e pubbliche amministrazioni. Non solo: grazie al suo Master in architettura digitale, l’Istituto si propone come luogo di scoperta di giovani talenti interessati ad approfondire i legami tra architettura e nuove tecnologie digitali. Un terreno in cui impresa e creatività sono chiamate ad interagire e che potrebbe tradursi in un settore di punta per l’economia del made in Italy.